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Con uno sguardo aperto all’innovazione e a nuove formule imprenditoriali e manageriali, ma mantenendo il rispetto e il contatto con le proprie radici, il Gruppo Giovani Imprenditori ha prestato, da tempo, una particolare attenzione alle tematiche del passaggio generazionale e della continuita’ d’impresa.
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Convegno "Giovani, Potere E Sviluppo: La Sfida Del Degiovanimento" PDF Stampa E-mail
Spunti e riflessioni attorno alla ricerca del Prof. Rosina sulla rappresentatività dei giovani nella società italiana

L’Osservatorio “Giovani dell’Economia e Professioni di Vicenza” , organizza per lunedì 6 ottobre alle 17.30, presso la Sala delle Opere Sociali in Piazza Duomo a Vicenza, il convegno Giovani, Potere e Sviluppo, la sfida del "degiovanimento".
L’OGEP.VI è nato lo scorso anno per testimoniare l’impegno concreto dei giovani professionisti locali, in un’innovativa formula di confronto e dialogo fra giovani rappresentanti delle diverse associazioni di categoria, e di cui fanno parte il Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria, Industriali, Artigiani, Agricoltori, insieme all’Associazione dei Laureati in Ingegneria Gestionale, l’Associazione Italiana dei Giovani Avvocati, l’Unione dei Giovani Dottori Commercialisti e l’Associazione Giovani Architetti della Provincia di Vicenza. Con il convegno sul “degiovanimento” l’Osservatorio si pone l’obiettivo di stimolare una riflessione circa la scarsa presenza di giovani nei ruoli di leadership nella sfera politica, economica e sociale del nostro Paese.

Si cercherà di capire se l’esclusione delle nuove generazioni dai luoghi di rappresentanza sia il frutto di una strategia mirata a proteggere la leadership delle classi dirigenti, oppure se vi è anche un problema legato alla mancanza di stimoli e voglia di fare nei giovani.  
E questo anche grazie alle testimonianze di un significativo gruppo di relatori, tutti “più o meno” giovani ai vertici delle rispettive aree di competenza, quali il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti, la parlamentare Daniela Sbrollini, il sindaco del Comune di Verona Flavio Tosi, Franco Pianegonda di “Pianegonda srl” e il commercialista Michele Testa, a cui si chiederà se nel loro percorso professionale-formativo abbiano trovato difficoltà legate alla resistenza della classe dirigente a lasciare spazi liberi e quali idee hanno per favorire un maggiore coinvolgimento dei giovani nel sistema Paese.
«Questo incontro – spiega Luca Tomasi, coordinatore dell’Osservatorio e appartenente al Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza - rappresenta un significativo risultato del lavoro svolto all’interno dell’OGEP: L’Osservatorio è già in sé una realtà concreta, rappresentativa del lavoro di giovani professionisti che cercano con consapevolezza il proprio ruolo e che vogliono assumersi le proprie responsabilità nel contesto sociale, economico e politico. Ribadiamo con forza che oggi, più che mai, è necessario che siano create le condizioni adatte a favorire la partecipazione attiva e il coinvolgimento delle nuove generazioni nei processi di leadership e a livello decisionale in ogni contesto. Ciò senza creare fratture generazionali, ma favorendo una valorizzazione dei giovani basata sul riconoscimento dei meriti e sulla responsabilità».
Lo spunto di partenza è la ricerca del Prof. Alessandro Rosina, docente di Demografia all’Università Cattolica di Milano, dalla quale emerge che in Italia esiste un preoccupante e grosso deficit di rappresentatività dei giovani nei vertici, sia in politica che nel settore economico e culturale, e ciò soprattutto rispetto agli altri paesi europei. I giovani italiani risultano avere il minor peso demografico (e quindi elettorale) di tutta Europa, unito alla quota più bassa in fatto di scolarizzazione, occupazione e salari. A ciò si aggiunge che il nostro Paese ha il sistema previdenziale più iniquo per i giovani e il maggior debito pubblico ereditato dalle generazioni precedenti. «Il rischio del nostro Paese è che il degiovanimento demografico diventi anche degiovanimento sociale,  - dice Rosina -, che si verifichi, cioè, una perdita di peso delle nuove generazioni nei vari ambiti rilevanti della vita politica ed economica del Paese. L'unico modo per evitare il rischio di degiovanimento sociale è quello di valorizzare i "pochi" giovani come risorsa sulla quale fortemente investire. E’ inoltre strategico compensare la diminuzione nella “quantità” con un incremento della “qualità”, attraverso meccanismi di ricambio meritocratici che consentano ai giovani migliori di raggiungere le posizioni più adatte e contribuire quindi fattivamente, e ad alto livello, allo sviluppo e alla competitività del Paese».
Dalla ricerca di Rosina emerge che l’Italia è uno dei Paesi del mondo occidentale che investono meno sulle giovani generazioni. Per esempio, la spesa per protezione sociale sul Pil, togliendo la parte destinata alle pensioni, è un terzo in meno rispetto alla media europea. Abbiamo il maggior divario in requisiti e trattamento pensionistico tra le vecchie e le giovani generazioni e si trova l’età media più elevata della classe dirigente (in particolare quella politica). L’Italia è il solo Paese nel quale gli Under 25 sono scesi sotto il 25% sulla popolazione totale.
«A fronte di questi dati, la sensazione è che in Italia non si abbia sufficientemente consapevolezza del processo di degiovanimento in atto e delle sue implicazioni – ribadisce Rosina -. Siamo infatti un Paese nel quale anche i quarantennii sono considerati giovani, e dove esiste una generazione, quella che ha fatto il sessantotto, che si è autodefinita la “meglio gioventù” e che si considera eternamente autorizzata a considerasi giovane. In questo contesto i veri giovani (quelli considerati tali nel resto d’Europa) fanno sempre più fatica a farsi sentire e a guadagnare spazio. Una situazione che blocca lo sviluppo e la crescita del paese e dalla quale si esce solo se alla diminuzione quantitativa dei giovani si risponde mettendo in primo piano nell’agenda politica un forte aumento dell’investimento sulle nuove generazioni, sulla qualità della loro formazione, e valorizzando il loro apporto con meccanismi di ricambio generazionale basati sul merito».

A fine dibattito i rappresentanti dell’OGEP.VI lanceranno alcune proposte formulate in questi mesi di studio e finalizzate proprio ad agevolare l'ingresso dei giovani nella società, stimolandone la presa di coscienza e il riconoscimento delle proprie responsabilità: a tal fine è stata anche firmata “L’intesa programmatica” tra i rappresentanti dei Gruppi Giovani delle varie categorie dove si stabilisce nero su bianco l’impegno ad interloquire con i rappresentanti delle istituzioni per attivare ogni possibile forma di confronto e concorrere ai procedimenti decisionali.   
Il convegno è patrocinato dalla Camera di Commercio e sostenuto dalla Banca Popolare di Vicenza (l’ingresso è libero) e prevede, dopo l’introduzione del coordinatore Luca Tomasi, il saluto del vicesindaco del Comune di Vicenza Alessandra Moretti. La moderazione è affidata a Luca Ancetti, direttore di TVA Vicenza.

Ricerca del prof. Alessandro Rosina sul Degiovanimento

Aggiornamento: Alcune immagini della giornata


 

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